Molto del suo fascino Montefalco lo deve alla posizione geografica che le ha procurato l'appellativo di 'Ringhiera dell'Umbria'. Dai suoi belvedere si scopre una parte dell'Umbria e si ammirano tutto intorno i centri di Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto, Gualdo Cattaneo, Bevagna; pił lontano si scorgono i rilievi dell'Appennino, del Subasio e dei Monti Martani; ma sono le vicine, verdeggianti ondulazioni collinari ricoperte di oliveti e di vigneti a colpire maggiormente.
La cerchia compatta delle sue mura medievali, intramezzata da torrioni si apre con le porte di Federico II, di Sant'Agostino (con la torre dai merli ghibellini), di Camiano, della Rocca e di San Leonardo.
Nel Medioevo l'abitato ebbe il nome di Coccorone. Secondo una tradizione, che nel secolo XVI veniva definita 'antica', il toponimo deriverebbe dal nome del suo presunto fondatore, il senatore romano Marco Curione. Altri, invece, lo fanno derivare dal greco oros (monte).
Tra il 1239 e il 1240 il luogo prese il nome attuale di Montefalco, probabilmente legato ad uno dei falchi dell'imperatore Federico II di Svevia, espertissimo nell'arte della falconeria e autore de Il trattato di falconeria (De arte venandi cum avibus) che aveva soggiornato in Coccorone dal 9 al 13 febbraio 1240.